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DRD4: il gene dell’innovazione e del cambiamento

Di recente alcuni scienziati hanno scoperto un legame tra la tendenza dell’uomo al cambiamento e la genetica. Ne parla Leonard Mlodinow in Il pensiero flessibile : la propensione al cambiamento e la propensione all'innovazione sembra essere legata al gene DRD4, recettore della dopamina e trasmettitore della sensazione di piacere.

La scoperta rivela, dunque, contrariamente al pensiero di molti, che le persone tendono a evitare solo i cambiamenti che percepiscono come troppo rischiosi, e non i cambiamenti in generale.
Ma non è finita qui. Dal gene DRD4, che possiede diverse varianti, dipende anche la curiosità e l’agitazione della persona, il bisogno di viaggiare e di esplorare posti nuovi.

La variante del gene DRD4 che conferisce al soggetto una particolare tendenza all’esplorazione è la DRD4-7R: chi possiede questa variante del gene risponde meno alla dopamina, e di conseguenza ha bisogno di una quantità maggiore di questa molecola per sentirsi eccitato durante la giornata. Chiaramente, sarebbe riduttivo collegare la propensione al cambiamento e la ricerca dell'innovazione esclusivamente a un tratto genetico. Esiste infatti un’altra scuola di pensiero, nel campo della sociologia e non della biologia, secondo cui lo sviluppo di questa attitudine è legato anche all’infanzia, al gioco e all’immaginazione.

Un altro studio interessante condotto, tra gli altri, dall’esperto di neuroscienze e genetica Chuansheng Chen, ha dimostrato una correlazione tra il gene del cambiamento e le distanze percorse da alcune popolazioni nelle migrazioni storiche. Il gene DRD4-7R si troverebbe in maggior quantità nei popoli che in passato hanno viaggiato percorrendo lunghe distanze.

Chissà se nel patrimonio genetico di Steve Jobs e Tim Berners-Lee fu contenuto il gene DRD4. Gli scienziati, oggi, sarebbero pronti a scommettere di sì e, sicuramente, nel DNA di PC Cube la tendenza all’esplorazione e la propensione all’innovazione rappresentano componenti basilari.